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I tacchi dall'alba al tramonto, e anche al matrimonio...

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Marylin Monroe, un giorno, esordì dicendo: “Non so chi abbia inventato le scarpe con i tacchi, ma tutti gli uomini gli devono molto”. È certo, senza i tacchi la silhouette di noi donne non sarebbe la stessa. Ci fanno ondeggiare, allungano ogni stacco di coscia e valorizzano il “lato B”. Dimentico qualcosa?! Ogni occasione è sempre quella giusta per indossarli, da un semplice sabato sera tra amici, a una festa, a una cerimonia, e perché no?! “Sto facendo un salto al supermercato!”. I tacchi sono sempre con noi, fedeli compagni di stile, non ci tradiscono, non ci deludono.

È curioso scoprire come quest’oggetto così indispensabile per noi donne sia giunto fin qui, nelle nostre scarpiere. Il tutto risale al XVI secolo, quando una donna, Caterina de’Medici, un po’ per vanità, un po’ più per necessità (data la sua altezza minuta), decise di indossare delle scarpe col tacco in occasione del suo matrimonio con il Duca d’Orléans. In seguito poi, ai tempi della corte di Luigi XIV, questi oggettini divennero una vera e propria istituzione, indossate non solo dalle nobili donne a Palazzo, ma anche dal Re in persona. In questo modo, le scarpe col tacco divennero un tratto caratterizzante delle classi più abbienti.

Dobbiamo aspettare fino agli anni Quaranta del XX secolo, per vedere i tacchi come elemento distintivo di una donna nuova, che dopo la Grande Guerra rinasce, si mostra con il suo New Look, grazie a Dior. Inizia così un periodo in cui la moda vuole valorizzare la silhouette della donna, sensuale e femminile, padrona di se stessa e del mondo. Bisogna dire grazie a Ferragamo per aver ideato il tacco a spillo, che come un grande amore, può essere tanto bello, quanto doloroso, ma in ogni caso ci distingue e ci rende più belle. Infine un grazie non può non andare a Roger Vivier per il suo stiletto, essenza di femminilità e seduzione. Manolo Blahnik, Christian Louboutin, Jimmy Choo sono grandi calzaturieri, che negli ultimi trent’anni hanno voluto rendere la scarpa col tacco un gioiello o una scultura da infilare al piede e che sono divenuti celebri grazie al cinema e alla serie TV nel cuore di tutte le donne, Sex and the City.

Benedetto sia, chi ha avuto la geniale idea del plateau, capace di addolcire ogni apparente tortura, piccolo trucchetto che ci permette di “crescere” fino a 18 cm in più.

“Dimmi che tacco scegli e ti dirò chi sei”, ognuna di noi può scegliere quello che più la rappresenti e che la faccia sentire più a suo agio. Ogni tacco può raccontare un po’ di noi, che tipo di donna siamo, quali sono i nostri gusti.

Attenzione! Scegliere il tacco giusto è importante anche il giorno del nostro matrimonio. La scarpa non deve solo abbinarsi perfettamente al nostro abito, ma non deve farci sembrare goffe e insicure. Evitiamo quindi di fare esperimenti proprio il giorno delle nozze, scegliendo con cura il tacco che più ci si addice. I tacchi, come gli amici, vanno scelti con cura.

 

I tacchi sono oggetti speciali per celebrare la bellezza femminile. Sono oggetti erotici, indossati per essere tolti sulla soglia della camera da letto”.

(Renè Caovilla – Calzaturiere)

 

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L'abito da sposo: una scelta di stile ed armonia

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Lei: «Amore, andiamo a fare shopping? Il tuo guardaroba piange!». Panico.

Per molti uomini la parola shopping è tabù: girare per negozi, andare a provare in camerino. Magari, proprio quel sabato che si erano programmati una giornata di relax tra pc e tv, si trovano poi a scorrazzare tra una boutique e l'altra come se non ci fosse un domani.

Quando poi si devono sposare e arriva il fatidico momento di scegliere l'abito per la cerimonia, tutto cambia. È come se sentissero il peso della responsabilità della loro scelta: non si può fare brutta figura accanto alla sposa! Una cosa è assodata: la sposa rimane l'unica protagonista indiscussa nel giorno del matrimonio, ma l'uomo non deve essere da meno.

Nel rispetto della tradizione, lo sposo non vedrà la sposa fino al giorno delle nozze, pertanto, nella scelta del Suo abito verrà consigliato da chi di dovere, affinché si opti per uno stile che non contrasti con quello dell'abito della sposa. Tra i due ci dovrà essere armonia. Nella scelta si dovrà tener conto della stagione e del momento della cerimonia. Inoltre, padre e testimoni dello sposo dovranno essere in linea con il Suo outfit, indossando anche un tight se sarà Lui il primo a farlo.

Blu, grigio scuro e nero sono i colori prediletti. La giacca dovrà essere un monopetto a tre bottoni e la ciliegina sulla torta sarà la classica pochette infilata nel taschino più piccolo. La camicia potrà essere anche in altre nuance diverse dal bianco. Papillon o cravatta, si preferiscono a tinta unita. Un consiglio importante è scegliere un abito che sia ben foderato e confezionato con tessuti non soggetti a pieghe per assicurarsi un'ottima vestibilità. La scarpa deve essere rigorosamente allacciata.

È concesso:

  • gilet, monopetto o doppiopetto e dello stesso colore dell'abito;

  • cappotto, da indossare dopo la cerimonia;

  • gemelli;

  • orologio da polso.

Se si rispettano questi piccoli consigli il risultato sarà, senza dubbio, impeccabile e potrete avviarVi all'altare fieri ed eleganti accanto alla Vostra Signora, unici, insieme...


L'eleganza è l'equilibrio tra proporzioni, emozioni e sorpresa.

(Valentino)

 

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L'abito da sposa. Un sogno di bianco candore.

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...e poi, un sabato qualunque, facendo una passeggiata in città, ti trovi a passare davanti ad una chiesa dalla quale sta uscendo una sposa a braccetto con Suo marito circondata dagli invitati che gioiscono. Allora ti fermi un attimo a guardare, a sbirciare che abito indossi. Ecco che l'immaginazione prende il sopravvento: perché ogni donna almeno una volta nella vita cerca di immaginare quale sarà il suo vestito da sposa. Inizi a ricordare quando da bambina fissavi in testa un lungo foulard o un leggero lenzuolo a mo' di velo e indossavi gli abiti eleganti della mamma, che ovviamente data la nostra altezza minuta, facevano un effetto strascico. O giocando con le Barbie, perlomeno un matrimonio a settimana si celebrava e, chiaramente, tutte le attenzioni si riversavano nel vestire e pettinare la sposa. Almeno una volta avrai pensato a nuvole di seta e chiffon, pioggia di strass e lustrini che avvolgono il nostro corpo e che per un giorno ci rendono principesse. È nell'indole di noi donne fantasticare sul giorno delle nostre nozze, ma soprattutto “sull'abito che vorrei..”. 
L'abito nuziale è il simbolo del matrimonio, pertanto dal momento della proposta, la scelta del vestito ricopre un ruolo fondamentale per la sposa. Spesso e volentieri è proprio la scelta dell'abito a determinare quale sarà il fil rouge dell'intero evento.



Per scegliere l'abito giusto occorre tener conto della stagione e del tipo di cerimonia, ma soprattutto avere una reale consapevolezza di sé e del proprio corpo. L'abito deve esaltare le forme della donna, perché si deve apparire, quel giorno, più belle che mai. È necessaria anche una conoscenza del cerimoniale delle nozze onde evitare di inciampare in futili errori. Inoltre è bene conoscere i negozi della propria città che possano offrirci un ampio range di scelta e un servizio coi fiocchi.
I colori dell'abito prediligono il bianco, crema, avorio e i colori pastello e devono abbinarsi perfettamente con l'incarnato della sposa. L'abito corto è altrettanto elegante quanto l'abito lungo.
Se ci si sposa di giorno sono sconsigliati tessuti troppo leggeri come lo chiffon ed elementi luccicanti, che meglio si addicono ai matrimoni di sera. Se la scelta verte su un abito che lascia la schiena scoperta o con una scollatura generosa, è importante avere durante la cerimonia in chiesa un coprispalle o il velo. 
Il velo rappresenta un altro simbolo imprescindibile del matrimonio sin dai tempi più remoti, e ancora oggi molte spose continuano a prediligerlo. All'americana, triangolare, lungo, “da cattedrale”, a “cascata”... la scelta è ampia, ma in ogni caso ogni abito da sposa richiede un tipo di velo in particolare.


Tirando le somme, posso concludere dicendo che l'abito da sposa è come l'anima gemella, ne esiste uno ed uno solo perfetto per ognuna di noi.

“Il matrimonio è l'abito da sposa, dopo ovviamente c'è il marito!”
(Jean Anouilh – scrittore, regista, drammaturgo)


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MAKE UP SPOSA: BRILLARE IL GIORNO DELLE PROPRIE NOZZE ESSENDO SE STESSE

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La grande Sofia Loren sosteneva che “ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non c'entrano i vestiti e il trucco, ma come si brilla”. La cara Sofia non ha torto, ma quasi tutte le donne trascorrono almeno dieci minuti davanti allo specchio ogni mattina prima di uscire di casa. Un po' di più se si tratta di un appuntamento importante. Rossetto e mascara sono irrinunciabili per molte di noi, probabilmente anche per lei. Il make up ci aiuta non a nascondere chi siamo, ma a valorizzare il nostro stile ed i nostri gusti.

Ci sono occasioni, poi, in cui il trucco è d'obbligo e rappresenta un dettaglio importantissimo, che se studiato a tavolino, non fa che esaltare la bellezza di una persona. Una di queste occasioni è chiaramente il proprio matrimonio. Un giorno unico, irripetibile, in cui siamo sotto i riflettori, siamo le protagoniste e si vuole apparire al meglio.

Iniziamo sfatando il mito che il make up sposa deve essere leggero, semplice, per esaltare la bellezza naturale della sposa. No! Il trucco deve rispecchiare in toto la sua personalità. Ogni sposa, il giorno del proprio matrimonio, deve poter essere se stessa e sentirsi a proprio agio. Una donna che è solita usare un make up vistoso, non ha senso che venga truccata con colori naturali, del tutto lontani dal suo carattere. Lo stesso discorso vale al contrario.

È importante affidarsi a degli esperti del settore come per ogni altro servizio. Una brava make up artist vi saprà consigliare il trucco ad hoc in base al Vostro abito da sposa, alla forma del vostro viso, al colore dei capelli e dell'incarnato. Ma soprattutto realizzerà un trucco che sarà valorizzato sotto i flash del fotografo. Si prediligono in tal caso colori opachi, poiché i “perlati” ed “iridescenti” difficilmente rendono bene nelle foto. La prova trucco va fatta almeno un paio di mesi prima delle nozze per testarne la durata ed eventualmente correggere eventuali “sbavature” e “sbiadimenti”. Una professionista non lascerà nulla al caso, ma Vi guiderà passo passo nel scegliere il trucco che farà emergere a pieno la Vostra bellezza per il giorno delle nozze. Da non sottovalutare è il ruolo della Wedding Planner: è nel Suo interesse farVi apparire al meglio nel grande Giorno, pertanto tenete a mente anche i suoi consigli e fidateVi dei suoi contatti.


 Il trucco migliore per una donna è la passione. Ma i cosmetici sono più facili da comprare.”

 (Ives Saint Laurent)

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Dulcis in fundo... i confetti!

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Piccoli, dolci e portafortuna. Nonostante la dimensione minuta  hanno un ruolo importantissimo ed imprescindibile il giorno del matrimonio. Proprio così, i confetti: la parentesi di dolcezza che allieta tutte le nozze.
La tradizione vuole che siano bianchi, come la purezza della sposa, levigati e con una forma ovale ed appiattita; al loro interno racchiudono una croccante mandorla o un ripieno al cioccolato fondente.


Ma ad oggi, la tradizione ha subito qualche rivisitazione. Il classico bianco può essere sostituito da colori pastello scelti a seconda del colore a tema della Giornata. Non solo, si osa anche sul ripieno, con gusti che vanno dal cocco alla liquirizia, dal caffè alla fragola o al melone. Insomma, tra colori e gusti ci si può sbizzarrire.


Una moda recente in Italia è quella della "confettata" o anche detta "White Table". Un tavolo coperto da una candida tovaglia bianca, magari con qualche ricamo tono su tono, su cui sistemare vari contenitori in vetro contenenti confetti di ogni forma e gusto, accompagnati ciascuno dal proprio cucchiaio in argento con cui servirsi i succulenti dolcetti. Il White Table può essere allestito al momento dell'aperitivo o del buffet dei dolci, la scelta è a discrezione degli sposi. Una soluzione, golosa ed elegante allo stesso tempo, in grado di soddisfare i palati più esigenti.


...bianche, seducenti saette,
che addolciscono la sinfonia del cammino,
anche quando le scarpe che indossiamo,
sembrano maledettamente
insopportabili e strette...
(Cristisno Comelli)



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